Storia di un mito: Ermafrodito

27 Febbraio 2020
Ermafrodito è nato dagli amori di Hermes, messaggero degli dei e di Afrodite, dea della bellezza e dell’Amore. Egli nasce come ragazzo e il suo nome provviene dell’unione dei suoi due genitori. Ovviamente eredita anche alla sua nascita, della bellezza dei suoi genitori. Un giorno si bagnò nel lago di Carie, abitato dalla nimfa Salmace che si innamorò del bel adolescente, anche lui respinse le avances della ninfa.

Ninfa Salmace e Ermaphrodito, Jean- François Navez, 1829. (Ghent, Belgio)

 

“Bellissimo bambino, le disse, crederò che tu sia un mortale? Sei Dio? Se lo sei, forse vedo l’Amore, o, se è ad una mortale che devi il giorno, ah! Quanto felice è tua madre! quanto felice tuo fratello e tua sorella, se hai una sorella! felice ancora la balia che ti ha dato il suo seno! ma, soprattutto, felice mille volte quella che l’imene ha reso tua compagna, o quella che troverai degna di questa felicità! Se la tua scelta è già fatta, permetti almeno che un dolce furto sia il prezzo della mia fiamma; e se la tua mano può ancora donarsi, oh! che io sia tua moglie, e compia tutti i miei voti! ” (Metamorfosi IV, 310)

 

Salmace innamorata di Ermafrodito, Jean François de Troy, 1769. Collezione privata.

 

Anche se Ermafrodito respinse tutte le avances di Salmace, approfittò di una nuotata di Ermafrodita nella sua sorgente per trascinarlo in fondo all’acqua, e, supplicò gli dei di non separarli. Il suo desiderio fu esaudito, essi furono così uniti in uno stesso corpo, allo stesso tempo uomo e donna. La ninfa ottenne anche che ogni giovane uomo, immergendosi nella sua sorgente, subisce la stessa trasformazione, Ermafrodito pure, ottenne che la sua preghiera fu esaudita: gli uomini che nuotavano in queste acque perdevano la loro virilità e il loro vigore maschile.

La metamorfosi di Ermafrodito e Salmace, Jan Gossaert (inizio XVIe secolo). Rotterdam, Olanda.

 

“Divinità di cui porto il nome, voi, autori dei miei giorni, concedetemi la grazia che imploro! che tutti coloro che verranno dopo di me fare il bagno in queste acque perdono la metà del loro sesso!” (Metamorfosi IV, 310)

 

Ermafrodito dormiente, 2e secolo d.C?, secondo un originale greco intorno a 150 A.C. Marbro. Materasso realizzato da Bernini nel XVIIe secolo. Galleria Borghese, Roma

 

De ce mythe est venu le type figuré de l’hermaphrodite, qui a été surtout populaire dans le monde hellénistique et à Rome, et qui paraît avoir été fixé pour la plastique par le sculpteur grec Polyclès d’Athènes. De la célèbre statue grecque de Polyclès nous avons sans doute plusieurs répliques dans les musées : lHermaphrodite Borghèse du Louvre; l’Hermaphrodite Ludovisi au musée de Florence; deux autres à Rome etc.

Da questo mito è venuto il tipo figurato del Ermafrodito, che è stato soprattutto popolare nel mondo ellenistico ed a Roma e che sembra essere stato fissato per la plastica dallo scultore greco Policleto di Atene. Dalla famosa statua greca di Policleto abbiamo senza dubbio diverse repliche nei musei: l’ermafrodito Borghese del Louvre; l’ermafrodito Ludovisi agli Uffizi di Firenze; altre due a Roma ecc.

 

Ermafrodito dormiente, 2 secolo d.C?, secondo un originale greco intorno a 150 A.C. Museo del Louvre.

 

Ermafrodito dormiente, 2e secolo d.C?, secondo un originale greco intorno a 150 A.C. , Palazzo Massimo, Roma

 

Ermafrodito dormiente, 2e secolo d.C?, secondo un originale greco intorno a 150 A.C, Galleria degli Uffizi, Florence.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L’opera deve essere guardata da entrambi i lati. Da dietro, Ermafrodito, con la testa appoggiata sulle braccia, mostra un corpo dalle curve estremamente femminili, così come un volto con tratti molto fini e capello riccio. Di fronte, egli espone chiaramente gli attributi della sua parte maschile.

 

Ermafrodito dormiente, 2e secolo d.C?, secondo un originale greco intorno a 150 A.C. Museo del Louvre, Musée du Louvre.

 

Il tema è stato ripreso da numerosi artisti che hanno del resto variato all’infinito questo tipo di rappresentazione, sulle pietre incise, sulle terre cotte, su alcuni dipinti e anche su alcune sculture in bronzo.

 

Ermafrodito dormient, Matteo Bonuccelli, 1652. Museo del Prado, Madrid.

 

Molte opzioni si offrono a voi e in diversi paesi per scoprire le rappresentazioni di Ermafrodito e per ricordarvi questo curioso mito!


 

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